Nasce Welco, il citofono che sta in tasca

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Collegare il citofono allo smartphone o al tablet per essere sempre in contatto con la propria abitazione o l’ufficio, da questa idea nasce Welco, il citofono che sta in tasca. I creatori hanno un’età media di 25 anni ma con la loro invenzione compaiono già tra le start-up italiane più ‘quotate’ dell’anno: sono Alessio Pace e Leo Sculli, due studenti di ingegneria gestionale dell’Università di Pisa, che hanno dato alla luce “Welco”, il ‘citofono che sta in tasca’.A giugno, a pochi mesi dalla sua nascita, Welco ha già vinto un “grant d’impresa” di 25mila euro assegnato da Working Capital di Telecom Italia superando una selezione durissima: su 1.200 progetti presentati ne sono stati finanziati solo 15. Oltre alla borsa, Leo Sculli sarà a Milano da luglio e per tre mesi per partecipare a un percorso di accelerazione d’impresa che si svolgerà nella sede di dPixel, una società di venture capital specializzata nel supporto di iniziative imprenditoriali in ambito tecnologico. «Welco ha già un prototipo dimostrativo e contiamo di commercializzarlo a marzo del 2014 – ha spiegato Leo Sculli – Il nostro obiettivo a breve termine, oltre ad affrontare aspetti di ricerca e sviluppo, si concentra sulla ricerca di potenziali investitori, in modo da poter portare avanti le implementazioni dell’hardware, del software e di App proprietarie e depositare i brevetti».
Welco ha debuttato alla Startup Weekend di Torino nel marzo 2013 e in quell’occasione si è formato il team che oltre ai due studenti pisani comprende altri cinque ragazzi, ingegneri ed economisti, fra i venti e i trent’anni: Francesco Medda, Marco Arrobbio, Gabriel Occhino, Guido Parissenti e Carlo Buccisano.

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