Banjo, il motore di ricerca per i social network

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Parigi, Siena, New York. Sarebbe bello poter visitare contemporaneamente splendide città come queste, ma il dono dell’ubiquità ancora non ci è concesso. Perciò, come si fa a sapere cosa succede a Manhattan, comodamente seduti in piazza del Campo a Siena? Semplice, con Banjo, un’app per smartphone e tablet, una piattaforma che permette di “spostarsi” virtualmente sulle principali città nel mondo e scoprire di cosa stanno parlando gli utenti.
Creata da Damien Patton durante l’estate del 2011, Banjo è disponibile gratuitamente in 14 lingue su Android e iOS, conta ormai oltre 5 milioni di utenti, e viene utilizzata in più di 190 Paesi. Ma il punto di forza dell’applicazione è proprio la mole degli utenti iscritti: Banjo, infatti, aggrega in una sola «bacheca» tutti gli aggiornamenti di amici e follower iscritti ai più conosciuti social network.  Ma soprattutto, l’app permette di effettuare ricerche per località, consentendo all’utente di vivere eventi e paesaggi anche lontani, semplicemente attingendo dagli aggiornamenti pubblicati dai suoi contatti. E grazie al rilascio della nuova versione, sarà ancora più facile ottenere una visione globale di ciò che sta accadendo in una determinata città, grazie ad amici e conoscenti che si trovano proprio lì in quel preciso istante. La nuova versione, appena rilasciata, consente infatti di ordinare gli aggiornamenti e suddividerli per categorie, ad esempio sport e musica. Così, se si stanno cercando le foto dell’ultimo Superbowl, sarà più facile ritrovarle cercando direttamente tra gli aggiornamenti sportivi. Ma non solo. I feed (aggiornamenti), saranno suddivisi anche per tipologia di foto, video, o altro materiale, a seconda, magari, della quantità di gigabyte a disposizione nel piano del proprio telefonino o tablet. Anche gli eventi, però, subiscono una riorganizzazione, e quelli segnalati dagli amici-follower che vi prendono parte sono ordinati in ordine cronologico, evitando segnalazioni superflue e tardive. Viene comunque mantenuta la possibilità di attingere a contenuti pubblicati in passato, e quindi rivedere, per esempio, le foto dallo stadio, o il video di un rigore, pubblicati dall’amico appostato in curva, seppure qualche mese addietro. Banjo è sbarcata in Italia lo scorso anno, e prima di toccare i 5 milioni di utenti nel mondo, ha dichiarato di aver raggiunto il milione in soli 9 mesi, facendo meglio di colossi social di ben altre dimensioni. Damien Patton, il fondatore, la definisce «la principale piattaforma geolocalizzata per la condivisione di feed in tempo reale dai social network», e il passaggio alla versione 3.5 «è servito a migliorare la scoperta di luoghi d’interesse per gli utenti da cui i loro amici o followers riportano foto, video, status».
Nel presentare la nuova release, poi, è stato fatto notare come l’app permetterà di scoprire in tempo reale e per tutta l’estate concerti, eventi sportivi, feste tradizionali in tutta Italia e ritrovare amici che si trovano nelle stesse località. Ma l’uso che ne fanno gli utenti, sebbene massiccio visti i numeri, è davvero così innovativo? Secondo lo stesso Patton, che è anche Cep della società, non è proprio così: «Analizzando il comportamento dei nostri iscritti, ci siamo accorti che Banjo viene utilizzato sempre di più come una sorta di guida tivù, per individuare nella vita reale eventi culturali, sportivi e fatti di cronaca in tutto il mondo».
Ciononostante, l’obiettivo, in fondo, resta sempre lo stesso: consentire all’utente di sentirsi partecipe e ‘a casa’ ovunque. Anche se dall’altra parte del mondo.

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