Braive va a spasso da sola. Una ragazza? No, un’auto

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Veicoli che circolano da soli? No, non siamo in California e non siamo neppure nel futuro. Siamo a Parma, dove lo scorso 12 luglio BRAiVE, la più avanzata fra le auto automatiche prodotte dal VisLab dell’Università locale, ha fatto un giro “downtown” per la città, scegliendo le strade da percorrere, rispettando semafori e strisce pedonali, evitando la zona chiusa al traffico e rispettando persino i dossi artificiali.

Il tutto senza intervento alcuno da parte di esseri umani, tranne ovviamente i progettisti. Nessun pilota, solo l’ottimo lavoro dei ricercatori del VisLab, guidati dal professor Alberto Broggi.

Non è la prima volta che il VisLab si distingue per iniziative di questo tipo: nel 1998 sono stati i primi al mondo a portare un’auto a guida automatica in autostrada, nel 2010 riuscirono nell’impresa di far viaggiare un veicolo senza conducente da Parma fino a Shanghai.

BRAiVE – crasi dei termini “Brain” e “Drive” – funziona con telecamere e laser-scanner che garantiscono la “vista” della vettura. Posizionati ovunque (frontali, laterali, posteriori) individuano gli ostacoli, leggono i semafori e la segnaletica, misurano le distanze. Un “cervello” della vettura elabora le immagini del mondo reale, rendendo la guida più sicura. Perché l’obiettivo del VisLab non è togliere la facoltà di guidare al pilota, ma di aiutarlo quando le condizioni sono difficili o noiose. Si stima che in Europa ogni anno perdano la vita più di 40 mila persone in incidenti stradali e quasi sempre la colpa è dovuta a un “errore umano”.

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