Spiaggia posacenere? Mai più insabbiare la cicca

cicca di sigaretta

cicca di sigaretta 2

Abbiamo capito l’importanza della raccolta differenziata, di non buttare cartacce per strada, di evitare che la passeggiata igienica del cane si trasformi nella cosa più antigienica che si possa fare. Resta ancora una battaglia da combattere: quella contro la cicca di sigaretta buttata per terra.

Non tutti sanno che il filtro della sigaretta è una delle cose meno biodegradabili tra le tante che ci passano per le mani. Buttare la cicca in terra è proprio sbagliato.

Tra i mozziconi abbandonati il più antipatico è quello che si trova in spiaggia: insabbiato velocemente, non c’è neanche bisogno di fare il gesto di spegnerlo, scompare a fianco dell’ombrellone e ricompare il giorno dopo tra le mani dell’ingnaro bambino di due anni che alberga all’ombrellone di fianco, con tanto di mamma che urla “butta via quella schifezza!”. E magari ne sta fumando una.

Quest’anno il Sib, Sindacato italiano balneari, che associa circa 10.000 imprese e aderisce alla Fipe/Confcommercio, ha deciso di lanciare una campagna di sensibilizzazione: la campagna di Marevivo, intitolata “Ma il mare non vale una cicca?”. Nel weekend del 4 e 5 agosto, mille volontari scenderanno in spiaggia per distribuire 100.000 posacenere, insieme a un opuscolo sui tempi di degrado in mare di alcuni oggetti che fanno parte della vita di tutti i giorni, tra cui lattine, accendini, bottiglie di vetro e di plastica.

Al di là della campagna, il gesto di buttare la cicca per terra è proprio out. Cominciamo subito: mai più.

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