L’upgrade del telefono fisso. Perché non uno smartphone?

telefono bigrigio

telefono bigrigio

Qualcuno ricorderà quei tempi, quando non esistevano i gestori e il telefono era solo in mano alla SIP, la Società italiana per l’esercizio telefonico, la cui sigla poi c’entrava niente, stava per Società Idroelettrica Piemontese. Fu solo nel 1963 che, dopo la nazionalizzazione dell’industria elettrica, la SIP si sviluppò nel settore telefonico.

Qualcuno ricorderà di avere avuto in casa il telefono “Bigrigio”, quello grande grigio scuro o grigio chiaro, da tavolo o da muro, a batteria, che per comporre il numero bisognava infilare il dito nel disco combinatore e ruotare in senso orario fino ad arrivare a fine corsa. Qualcuno ricorderà il  Pulsar e poi il Sirio, molti di noi ci sono cresciuti attaccati.

Il telefono di casa, oggi, ha molta meno importanza della nostra adolescenza, c’è chi ne fa a meno del tutto. C’è chi ancora ce l’ha e si trova tra le mani qualcosa che è estremamente limitato nelle funzioni e nella tecnologia. Ben vengano allora i prodotti come Alium di Sagecom, che uniscono i benefici della telefonia fissa (qualità audio, modalità vivavoce, telefono DECT con basse emissioni, compatibilità con gli altri dispositivi DECT), ma in aggiunta offre le funzionalità di uno smartphone, grazie all’utilizzo del sistema operativo Android: navigazione su uno schermo capacitivo touchscreen, accesso alla rete, download di app, fotocamera di alta qualità per le conference call, audio HD, social network, video, giochi, connessione Dlna e possibilità di utilizzare il telefono come comando per funzionalità domotiche.

Si vende a un prezzo non proprio easy: 199 euro al pubblico, ma la comunicazione, si sa, quando è buona si paga.

Telefono Alium Sagecom front

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