Sommersi dalle buste di plastica? Così diventano nanotubi di carbonio

come da un sacchetto di plastica possono nascere dei nanotubi di carbonio

come da un sacchetto di plastica possono nascere dei nanotubi di carbonio
Cosa fate con i sacchetti di plastica che vi danno di solito nei negozi? Li conservate per utilizzarli di nuovo, oppure li buttate via? Nel primo caso, quante volte vi siete ritrovati con l'armadietto pieno di buste di cui non sapete davvero cosa fare? Beh, le cose potrebbero presto cambiare perché grazie ad alcuni ingegneri australiani, quelle buste di troppo possono non solo avere un utilizzo, ma anche trasformarsi in tecnologia del futuro. Incredibile, vero?

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Adelaide ha recentemente sviluppato un metodo per trasformare i sacchetti di plastica in nanotubi di carbonio. Nello specifico, hanno sviluppato i nanotubi su membrane di allumina vaporizzando i sacchetti di plastica in una fornace e poi stendendo le particelle di carbonio isolate sulle membrane. I nanotubi di carbonio sono tra i materiali più resistenti conosciuti dall’uomo e possono essere usati per qualsiasi cosa, dall’elettronica alle turbine a vento. Questo processo di trasformazione ideato dagli scienziati australiani, fornisce una possibilità in più, oltre a contribuire alla soluzione del problema dei rifiuti.

Non è, in realtà, la prima volta che scienziati riescono nell’impresa di costruire nanotubi di carbonio da residui di plastica. Nel 2009, infatti, nel laboratorio Argonne National in Illinois alcuni scienziati arrivarono allo stesso risultato utilizzando un catalizzatore di cobalto acetato. Quella volta, utilizzarono i nanotubi per costruire le batterie agli ioni di litio.
Il problema di quel metodo, tuttavia, era il costo. Il cobalto, infatti, aveva prezzi molto elevati e solo un quinto della plastica ricavata dai sacchetti riusciva ad essere trasformata in nanotubi di carbonio.
Il metodo studiato in Australia, invece, ha dei costi molto contenuti ed è molto più efficiente.

[Fonte: Gizmodo USA]

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