Samsung trucca (ancora) i benchmark del Galaxy Note 3

galaxy note 3

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Dopo aver messo in atto lo stesso antipatico trucchetto con il Galaxy S IV, Samsung ci è ricascata ed ha preparato il Galaxy Note 3 perché superasse brillantemente i benchmark, a prescindere dalle performance reali. Una sorta di doping per smartphone, insomma.
Quelli di Ars Technica hanno scoperto che il Note 3 può "gonfiare" i risultati dei test di benchmark del 20 per cento.

Questo significa che il phablet risulta, ad esempio, il 20 per cento più veloce in determinati test rispetto a quanto poi sarà nell’uso reale. La prima discrepanza che ha fatto insospettire Ars Technica aveva a che fare con il processore. Lo Snapdragon 800 da 2.3GHz del Note 3, infatti, ha letteralmente bruciato lo Snapdragon 800 da 2.3GHz dell’LG G2 nei benchmark.
Come ha fatto Samsung ad ottenere questo risultato? Ars ha scoperto che alcuni test benchmark provocano il massimo della velocità in tutti e quattro i core dello Snapdragon 800 da 2.3GHz, mentre lo stesso test semplicemente rinominato mostra tre dei quattro core completamente spenti e il quarto mentre gira a 300MHz.

galaxy note 3 benchmark

Come si può vedere nel grafico proposto da Ars, il Galaxy Note 3 quando è manipolato appositamente, supera le performance dell’Lg G2 anche se le psecifiche tecniche sono assolutamente simili. Quando, invece, il dispositivo non viene manomesso, le prestazioni dei due concorrenti si equivalgono, anche se il phablet di Samsung risulta un po’ superiore. Il Galaxy Note 3 è un buon dispositivo, anche se avrebbe potuto essere migliore. Quello che non gli giova certamente sono i tentativi di Samsung di alterare la realtà, politica che può solo creare imbarazzi e indisporre gli utenti. Non ne hai bisogno, Samsung, perché rischiare tanto?

[Fonte: Gizmodo USA]
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