Eurostat boccia l’Italia per l’e-gov e il divario culturale

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L'Italia fanalino di coda per il Digital Divide. Secondo Eurostat il 34% degli italiani non ha mai navigato su Internet. Inoltre l’Italia è al penultimo posto in Europa nell’e-government: peggio di noi fa solo la Romania.

Eurostat boccia l’Italia per il divario culturale in tema di nuove tecnologie per lo scarso utilizzo dei servizi di e-government da parte dell’amministrazione pubblica, sistemi che dovrebbero serviread accorciare le distanze fra cittadino e PA digitale.

Rispetto al resto d’Europa, l’Italia registra un ritardo enorme su servizi da potere svolgere online quali la dichiarazione dei redditi, le richieste di documenti e di sussidi di disoccupazione, le iscrizioni all’università.

Nella UE in media il 41% degli europei usa quotidianamente gli strumenti messi a disposizione dai sistemi di e-gov e naviga in Rete per interagire con le pubbliche amministrazioni. Ma in Italia tale percentuale si ferma appena al 21%: peggio di noi fa solo la Romania. In testa sono i danesi con l’85%, seguiti dagli olandesi (79%), svedesi (78%), finlandesi (69%), francesi (60%), tedeschi (49%) e spagnoli (44%).

Nel 2013, il 79% delle famiglie europee naviga su internet e il 76% è connesso in banda larga (contro 55% e il 42% del 2007). Solo il 21% dei cittadini europei dichiara di non aver mai avuto accesso alla Rete (contro il 37% del 2007). In Italia, invece, la percentuale dei cittadini che rifiutano le nuove tecnologie schizza al 34%. Siamo insomma un popolo di “luddisti” un po’ tecnofobi.

[Fonte: ITespresso.it]

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