Le macchinette per il caffè rilascerebbero troppo piombo, lo dice uno studio tedesco

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Ah, il caffè! Insostituibile autore di vere opere d'arte con le sue macchie accanto ai nostri computer, compagno di ore e ore di lavoro, di notti passate svegli o semplicemente, di colazioni mordi&fuggi. E ormai, nella maggior parte delle nostre case, la moka è stata sostituite dalle macchinette del caffè. Con le cialde, con la polvere, con le capsule, che tritano i grani di gaffè, che fanno il cappuccino: ce n'è per tutti i gusti. Più veloce e con più funzioni della classica moka, come condannare chi la preferisce?

Dalla Germania, però, arriva una pessima notizia, sebbene sia ancora da confermare: le macchine per il caffè libererebbero nella nera bevanda troppo piombo. Argh! Lo ha rivelato uno studio dell’Istituto tedesco per la valutazione del rischio sicurezza alimentare. Il rilascio di piombo potrebbe essere causato dall’uso di decalcificanti. Per fortuna, precisa l’associazione italiana “Sportello dei diritti”, il numero di macchine per caffè testate è troppo esiguo per allarmare. Fiù!
Lo studio ha riguardato otto nuovi modelli di macchine per il caffè per uso domestico tra cui tre macchine per caffè espresso domestiche con filtro tradizionale che utilizzano caffè macinato, tre macchine a cialde e due macchine a capsule.

In laboratorio è stato simulato l’utilizzo per più giorni, inserendo anche operazioni di pulizia con l’impiego di sostanze decalcificanti consigliate dai produttori stessi. Le macchine per caffè testate evidenziavano un certo rilascio di piombo che però (e questa è un’altra notizia tranquillizzante) tende a diminuire con il passare del tempo. Si è notato che 2 delle 3 macchinette a filtro cedevano all’acqua concentrazioni di piombo superiori di oltre 100 volte rispetto ai parametri stabiliti dall’Unione Europea per l’acqua potabile. Il picco massimo di rilascio avveniva dopo la pulizia con agenti decalcificanti ree di intaccare parti metalliche delle macchinette con la loro acidità.
Tutte le altre tipologie di macchinette (cialde, capsule), rispettavano invece i limiti, prima e dopo l’operazione di pulizia, avvicinandosi alla soglia massima senza superarla. Sulla base delle notizie giunte dalla Germania, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,ha chiesto alle autorità sanitarie, europee ed italiane un approfondimento “per eliminare ogni ombra di dubbio circa pericoli per la salute”.
Al momento, non avendo indicazioni precise sull’affidabilità dei risultati (date le poche macchine testate) e su quali siano le marche coinvolte (perché non sono stati diffusi questi dettagli) il consiglio è quello di risciacquare abbondantemente la macchina dopo ogni ciclo di decalcificante.

[Fonte: Sportello dei diritti]

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