Contro la sorveglianza di massa, oggi è “The Day We Fight back”

the day we fight back 2014

La sorveglianza di massa delle comunicazioni digitali è un fenomeno di proporzioni enormi, nuovo, che implica l'intrusione dei governi nelle vite private delle persone, tutte le persone, anche quelle innocenti. E', di fatto, una violazione della Dichiarazione Internazionale dei diritti dell'Uomo. Senza un sistema di contrappesi, l'uso di queste pratiche continuerà a dilagare e a diffondersi in tutti i paesi, minando le democrazie e alimentando regimi totalitari.

Ecco perché l’11 febbraio è stato dichiarato, in tutto il mondo, “The day we fight back”, letteralmente “Il giorno in cui reagiamo”. L’azien globale di questa giornata consiste nel firmare e diffondere la carta dei 13 Principi, una serie di regole fondamentali, scritte in un linguaggio chiaro, che dicono ai legislatori e ai governi come applicare le leggi sui diritti umani a queste forme di sorveglianza.

In molti paesi del mondo, inoltre, dall’Argentina alla Francia, dall’Uganda alla Colombia, dalla Serbia all’Olanda passando per la Polonia e l’Inghilterra, si stanno organizzando altre iniziative a supporto della campagna che va sotto il nome di #StopSpying.
Per firmare i 13 Principi, basta andare sul sito Necessary And Proportionate, dove potrete scoprire anche tutte le iniziative in corso, scrivere il vostro messaggio di ribellione e poi condividere la pagina sui social network perché sempre più persone possano sapere e dare il loro appoggio. Immaginare un futuro in cui internet sia protetto da inalienabili diritti umani come la privacy, la libertà di espressione e di associazione, dipende da tutti.

[Fonte: Gizmodo USA]

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