Microsoft non spierà più negli account degli utenti in caso di reati

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La scorsa settimana, Microsoft è stata al centro delle polemiche per essere entrata nell'account Hotmail di un ex dipendente e ora blogger (fatto in realtà accaduto nel 2012), "colpevole" di un leak su Windows 8. L'utente era oggetto di un'indagine federale nell'ambito della quale erano stati chiesti all'azienda dati relativi alla posta elettronica del blogger stesso.

microsoft non spierà più le email degli utenti

In un post sul blog ufficiale di Microsoft apparso lo scorso week end, il vicepresidente esecutivo dell’azienda, Brad Smith, fa sapere che con effetto immediato le procedure seguite in questi casi cambieranno. Da adesso, infatti, in caso di indagine giudiziaria a carico di un utente, Microsoft non sbircerà più direttamente nell’account della persona sospettata di un qualche reato, ma passerà i dati in blocco agli investigatori. “Non ispezioneremo noi l’account privato di un utente – si legge nel post -. Invece trasferiremo il problema alle forze dell’ordine nel caso siano richieste ulteriori azioni”. Insomma, la procedura corretta che Redmond avrebbe dovuto seguire fin dall’inizio.

[Fonte: Gizmodo USA]

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