Selfie: causa o conseguenza di un problema psicologico?

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Il termine "selfie" sarà sicuramente una delle parole simbolo di questo 2014. Gli autoritratti esistono da più di un secolo, ma la democratizzazione portata da smartphone e social network ha portato all'esplosione del fenomeno.

In realtà si tratta di qualcosa in più di una semplice fotografia. Psichiati e altri specialisti mettono in guardia contro i rischi di questa pratica egocentrica.

Il selfie, secondo alcuni esperti, sarebbe una vera e propria malattia. Anzi sarebbe da annoverare tra il nuovo male del decennio.

E’ stato infatti appena catalogato dall’Associazione Americana di Psichiatria come nuovo disturbo mentale.

Battezzato «Selfitis», questo nuovo male conterebbe numerose vittime colpite a stadi differente: limitato (senza publicazione sui social network) fino a cronico (che contraddistingue il bisogno irresistibile di scattarsi delle foto per pubblicarle immediatamente sui social network).

Altri specialisti danno, dal canto loro, un’interpretazione diversa della situazione affrontando la questione al contrario.

Essi considerano la dipendenza da selfie come una conseguenza della dismorfofobia (paura o impressione ingiustificata di essere brutto o deforme) piuttosto che come un problema di per sé. Sottolineano in particolare un elemento: due terzi dei pazienti che soffrono di dismorfofobia coltivano regolarmente la pratica del selfie.

Il dottore David Veale precisa:

«Il farsi dei selfie non deve essere considerato come una dipendenza in quanto tale, ma come un sintomo moderno della dismorfofobia che potrebbe portare le vittime a verificare continuamente il proprio aspetto. »

Ricordiamoci comunque che causa o conseguenza che sia, la dipendenza da selfie resta un fenomeno decisamente reale che ha portato un adolescente britannico, Danny Bowman, a tentare il suicidio perché non riuscivaa realizzare il selfie “perfetto”…

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[Fonte: Gizmodo.fr]

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