In prova Nikon Df: lo stile sposa il digitale

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Al primo colpo d’occhio non ci sono dubbi, Nikon Df è proprio simile, nel pentaprisma praticamente identica, alla Nikon FE; chi ha però buona memoria non può fare a meno di notare come in realtà il volume di Nikon Df sia decisamente aumentato, quasi raddoppiato. Dopo qualche mese di utilizzo intenso però ci accorgiamo che questo ‘ritorno al passato’ è solo in parte la giusta chiave di lettura della proposta Nikon, i cui punti di forza stanno altrove.

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Per esempio, siamo rimasti stupiti, dopo un rapido sondaggio tra conoscenti più o meno giovani nello scoprire che per i meno giovani Nikon Df è ancorata ai vecchi ricordi e piace tantissimo per questo, ma piace tantissimo anche ai giovanissimi (soprattutto al pubblico femminile), per il design fuori dal coro, per nulla arrotondato, ma deciso, a tratti spigoloso, che – non ci vergogniamo proprio di dirlo – fa anche moda.
Nikon Df secondo noi ha poi un grandissimo pregio. Fa riflettere. Aiuta a “imparare” la fotografia digitale facendo al contempo “ripassare” tutto quello che c’è da sapere sulle leggi della fotografia tradizionale e dell’ottica. Per i più tecnici: Nikon Df riconcilia tutti gli appassionati con le ottiche Nikon anche non AI, basta semplicemente spostare una levetta, per poter innestare anche obiettivi vecchissimi, certo perdendo la maggior parte degli automatismi, ma anche per questo ritornando a fotografare come si faceva una volta, forse con più coscienza. Gli unici non utilizzabili risulteranno in pratica gli IX NIKKOR e gli obiettivi dedicata alla F3AF.

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Nel riproporre un corpo macchina con questo design infatti non si può fare a meno di notare come tutte le impostazioni che contano siano immediatamente accessibili tramite le numerose ghiere, curate al punto da avere i caratteri non solo stampati, ma proprio incisi. Un pregio e un limite su tutti? Nel primo caso, Nikon Df ha lo stesso medesimo sensore della miglior Nikon digitale in commercio e cioè l’ammiraglia Nikon D4, il processore di immagine è comparabile con quello della D610; il limite invece è intrinseco nel DNA di questa proposta per fotografi puri e quindi è dato dal fatto che non è possibile catturare video.

Proprio non si può. Quindi regolatevi bene prima di decidervi per l’acquisto. A noi per esempio piace tantissimo la fotografia di una volta, ma quante volte ci siamo sentiti fare la richiesta: “Mi giri un video anche solo di un paio di minuti?”. Dovrete dire di no. Sappiatelo.

Il resto, a nostro avviso sono proprio e solo meraviglie. Nikon Df è una reflex a pieno formato, ha un sensore magistrale da 16,2 Megapixel, un’estensibilità ISO di tutto riguardo ancora più esaltata se il vostro salto nella fotografia di qualità prevede anche l’acquisto dello spettacolare 50mm 1:1.4 o (per risparmiare 1:1.8, offerto nel kit). Il ritardo nello scatto è impercettibile, vi verrà addirittura voglia di cercare l’apertura del dorso per trovare la pellicola che non c’è. E potrete scattare proprio come avreste fatto con la Fe e la Fa motorizzate, fino a 5,5 fps. Davvero non ce la sentiamo di perdere tempo a snocciolare tutti i dettagli tecnici che Nikon riporta molto meglio di noi sul sito e nella documentazione.

Nikon Df, sensazioni e impressioni

Prima nota, con il suo peso di poco più di 710 grammi e l’impugnatura decisa, l’ergonomia è ai massimi livelli. Ottimo l’oculare, con un oblò ampio, anche se poi il mirino vero e proprio è inscritto in quella circonferenza e resta rettangolare e più piccolo. La zigrinatura agevola la presa, senza contare poi che grazie alle calotte in lega di magnesio, risultano ben protetti tutti i componenti, al pari livello della Nikon D800. Nessun timore quindi a scattare ovunque e in qualsiasi condizione. La disposizione dei comandi è a nostro avviso sapiente. Non solo, nella maggior parte dei casi i movimenti delle ghiere sono protetti da spostamenti accidentali non voluti. E’ così per la ghiera con cui si scelgono le modalità di scatto (le semplici M-A-S-P), per esempio ancora nel caso della correzione dell’esposizione (+-3EV), e nel caso del selettore degli ISO.

Un piccolo difetto: la mancanza di un doppio slot per una SD supplementare. Avremmo apprezzato molto questa dotazione, sia per l’appassionato, sia per chi crescendo apprezza l’importanza di uno strumento così flessibile, ma cerca anche la sicurezza di una copia di backup, oppure vuole storage senza limiti, per catturare in Raw, o entrambe le cose.

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Sia che utilizziate un’ottica DX, sia che utilizziate un’ottica FX, Nikon Df viene in aiuto lasciandovi la possibilità di scegliere se si deve ‘autoimpostare’ o lasciare fare a voi, mentre vi concentrate nella scelta di un piano o di una prospettiva con la messa a fuoco su 39 punti diversi individuabili con precisione (non solo con una crocetta), oppure se amate la semplicità sui tradizionali 11, più che sufficienti nella maggior parte delle condizioni di ripresa. Nulla di nuovo nella messa a fuoco rispetto alle blasonate digitali ‘moderne’, ma un pochino viene davvero da attribuire alle forme ritrovate anche una migliore usabilità di tutte le funzioni.

Nella nostra esperienza d’uso abbiamo trovato comodo e gradevolissimo anche poter impostare su una reflex di questo tipo il diametro del cerchio per modificare la zona di lettura ponderata. Quello di default è di 12mm ma si può ridurre a 8 o re-impostare anche fino a 20mm. Confermate le letture Spot e Matrix (anche Matrix 3D II a seconda degli obiettivi). Sono migliorabili invece le indicazioni nel mirino per quanto riguarda l’esposizione. Se vi trovate a utilizzare obiettivi compatibili, ma non del tutto compatibili, probabilmente qualche indicazione più pulita per quando si lavora in manuale sarebbe stata gradita. Non vogliamo dire proprio l’indicazione ad ago, ma si può semplificare tanto ancora. Singolare – proprio con gli obiettivi ‘meno’ compatibili, che in nessuna voce del manuale sia indicato cosa significa la dicitura FEE, gradevole retaggio. Chiunque abbia mai lavorato con Nikon Fe, Fa e Fm ne conosce benissimo il senso.

Veniamo a una valutazione sugli scatti: i punti di forza di questa soluzione sono dati dal sensore della D4 e dal range dinamico che poche altre reflex possono vantare con ISO fino a un equivalente di 204800 ISO, se queste possibilità vengono esaltate dalla giusta ottica i risultati possono essere sorprendenti.

Diciamo invece che la ‘riflessività’ di questo ‘concept’ di Nikon si riflette invece anche nella messa a fuoco, prediligerete ben presto impostazioni semplificate, e il vostro pieno controllo soddisfacente in Live View. Sul Web questo punto è particolarmente sottolineato. La nostra esperienza invece non è stata più di tanto imbarazzante, con un occhio di riguardo attento, ci si abitua in fretta e le indicazioni anche nel mirino ottico saranno presto sufficienti per concentrarsi e far bene tutto.

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Promozione a pieni voti quindi se cercate il massimo della qualità di scatto in Jpeg e Raw (a livello della Nikon D4, ma a un prezzo di gran lunga inferiore), per una fotografia meditata e non necessariamente votata agli ultimi strillati richiami dell’immediata pubblicazione ovunque o del video (comunque l’adattatore per connettività Wifi è un accessorio disponibile). Nikon Df sarà addirittura quasi una scelta obbligata se avete ancora nella vostra teca ottiche di pregio.

A un fotografo evoluto che può escludere completamente l’esigenza di girare video consigliamo certo Nikon Df, rispetto anche solo a Nikon D610, anche se risparmierebbe 500 euro. E’ vero che davvero siamo in due mondi diversi

A questo punto si pone anche un’altra domanda. Se nessuna ottica ci lega al passato e siamo pronti a spendere praticamente 3000 mila euro per un gioiello come Nikon Df che pure a qualcosa costringe a rinunciare, possono circa 800 euro frenare l’acquisto dell’ammiraglia di casa Nikon? E’ vero non parliamo della Nikon D4s ma della D4, però…

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