Sony Pictures ritira “The Interview” dalle sale: i Guardian of Peace hanno vinto

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Sony Pictures ha ceduto alle minacce dei cyber terroristi. Così. The Interview, il film con James Franco che doveva uscire nelle sale a Natale, non uscirà. Perché dietro all'attacco ai database di Sony c'era proprio questo, l'interesse a non fare uscire il film che ironizza sul giovane quanto sanguinario dittatore nordcoreano Kim Jong-un.

I Guardian Of Peace, la sigla dietro cui si nascondono gli autori dell’attacco, hanno minacciato eventi simili all’11 settembre se il film fosse andato sugli schermi.
Così, prima le catene di sale cinematografiche, poi Sony Pictures, hanno ritirato il film. La svolta nella tipologia di attacco è avvenuta solo negli ultimi giorni.

“Mostreremo chiaramente a voi in ogni momento e in ogni luogo in cui “The Interview” sarà mostrato, compresa la prima, a quale amaro destino attende coloro che cercano divertimento nel terrore dovrebbero essere condannati – si legge nella minaccia -. Presto tutto il mondo vedrà che film orribile Sony Pictures ha prodotto. Il mondo sarà pieno di paura. Ricordate l’11 settembre 2001. Vi consigliamo di stare lontani da quei posti, in quel momento (se casa vostra è lì vicino, è meglio che la lasciate)”.

Poco dopo l’arrivo della lettera, le sale hanno tolto il film dalla programmazione e pochi minuti dopo Sony l’ha ritirato del tutto.
A prescindere da quanto credibile possa essere la minaccia, è difficile biasimare i gestori delle sale e la stessa Sony.
Al di là dell’impatto economico della questione, se c’è anche il più remoto rischio per la vita delle persone, è bene tenerne conto.
Per di più, sulla vicenda è intervenuto anche il presidente Obama il quale ha dichiarato che “le persone devono poter continuare ad andare al cinema”.

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