Gli autisti di Uber sottoposti alla macchina della verità

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Uber è da qualche tempo nella bufera, è inutile negarlo.

La ragione sono i suoi autisti, che non sono tassisti professionisti, e che sono accusati da molte parti di mettere a rischio la sicurezza dei passeggeri. Determinata a scrollarsi di dosso questa immagine negativa, la società, sta esplorando nuove pratiche per selezionare i suoi autisti. A partire dalla biometria per finire con la macchina della verità.

Philip Cardenas è il nuovo capo della sicurezza di Uber. E non c’è che dire, non gli mancano né le idee né l’intraprendenza. Secondo lui, l’analisi scientifica e la tecnologia possono aiutare a verificare i curriculum degli aspiranti autisti.

Lo scopo è quello di verificarne le competenze e le esperienze, cose sui cui è molto facile mentire durante un colloquio.

Tuttavia la cosa hanno suscitato un po’ di polemiche, anche perché la macchina della verità non è considerata sempre infallibile.

Uber in ogni caso ha deciso di darsi, a partire dal 2015, un tocco di zelo di modernità.

Se avete dei suggerimenti da dare in materia potete anche scrivere all’indirizzo safety@uber.com !

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