E se gli Oculus Rift diventassero un nuovo strumento per predicare la fede?

oculus rift in chiesa

Mentre alcune aziende puntano al binomio realtà virtuale + porno, altri pensano a soddisfare altri bisogni, ovvero quelli spirituali (ammesso che li abbiate, va da sé). Non stiamo dicendo che da domenica prossima chi di voi va a messa, si troverà un Oculus Rift sui banchi invece del solito libretto dei canti, ma oltreoceano qualche uomo di chiesa particolarmente attento alla tecnologia sta cercando di immaginare come il dispositivo possa essere usato per scopi religiosi.

Negli Usa è usuale che le comunità religiose nascano online, a molte confessioni cristiane preferiscono ancora il faccia-a-faccia. Questo significa che molte persone rimangono escluse dai riti, comprese quelle che non possono uscire di casa o che abitano in aree remote. Ecco perché il reverendo Christopher Benek della Prima Chiesa Presbiteriana di Fort Lauderdale, in Florida, pensa che la realtà virtuale possa rendere la chiesa più accessibile e popolare.

“Penso che quando tecnologie come Oculus Rift saranno più sviluppate, immersive e accessibili al vasto pubblico – ha dichiarato il prete in un’intervista – , potremmo sviluppare adorazioni cristiane e esperienze educative virtuali. Sarebbe una grande conquista per la chiesa universale perché permetterebbe agli infermi, alle persone costrette a casa e potenzialmente anche ai poveri, di partecipare da lontano a prescindere dalla loro mobilità personale o dalla mancanza di trasporti”.
In sostanza questo reverendo si augura che le chiese cristiane possano arrivare a quello che tutti sanno da anni: internet può mettere insieme persone che vivono molto lontano per permettere loro di celebrare il proprio sistema di credenze. Indossate i vostri dispositivi virtuali e pregate.

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