Polemiche: senza la password niente volo

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Passare la dogana in un aeroporto non è sempre una passeggiata di piacere. Un viaggiatore canadese oggi ha dovuto affrontare la giustizia per avere rifiutato di fornire la password del proprio smartphone ai doganieri.

La perquisizione corporale non è l’unica pratica legale (benché degradante) che viene richiesta ai passeggeri di un volo. Il diritto canadese autorizza i doganieri e gli agenti aeroportuali sul proprio territorio i “beni trasportati [dai passeggeri], inclusi gli oggetti elettronici e i telefoni portatili».

Un passeggero canadese, Alain Philippon, o ha appena appreso a sue spese. Rischia ben 25 000 euro di ammenda e fino ad un anno di prigione per avere rifiutato di dare la password del proprio smartphone ai doganieri di Halifax.

In realtà la legge canadese prevede effettivamente di perquisire gli apparecchi elettronici ma non è specificato se ciò riguarda la parte fisica dello smartphone o il suo contenuto digitale.

Per quanto riguarda la parte fisica degli apparecchi, le autorità americane hanno recentemente deciso di regolare il problema rifiutando all’imbarco i proprietari di apparecchi con la batteria scarica.

L’obiettivo della disposizione è verificare che la batteria degli oggetti in questione non sia stata sostituita con esplosivi o sostanze stupefacenti.

Il diritto canadese precisa che la perquisizione el contenuto di un telefono è possibile qualora ci sia una situazione di emergenza o si sia alla ricerca di prove in seguito all’arresto di sospetto. Niente invece viene specificato in merito all’obbligatorietà della perquisizione per accettare un passegero a bordo di un aereo.

Staremoa vedere come andrà a finire per il povero Alain!

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