FitBit Charge HR, e se non servisse proprio uno smartwatch?

FitBit Charge HR

Sono i mesi degli annunci a inseguimento sui prossimi smartwatch, mentre in verità il mercato per il momento sembra non averli ancora digeriti e in tanti casi preferisce ad essi i cosiddetti 'wristband', quei bracciali che si interfacciano con le app, monitorano passi, movimenti e qualche parametro biologico, ma sono molto più semplici e meno costosi.

FitBit che ha già offerto uno degli migliori prodotti in questo segmento, con Fitbit Flex e Charge,  ora ha reso disponibile in Italia anche Charge HR, mentre più avanti (ma manca poco) arriverà FitBit Surge.

FitBit Charge HR offre la registrazione del battito cardiaco basato sul polso, con la tecnologia PurePulse, monitora gli esercizi effettuati, la distanza percorsa, le calorie bruciate, i piani di scale saliti, i passi e i minuti di attività continuata, è in grado di visualizzare le chiamate che si ricevono sullo smartphone con cui è collegato, offre i rilievi di allenamenti e le relative statistiche di riepilogo degli esercizi, monitora il sonno, ed è dotato di una sveglia a vibrazione che sveglia solo chi porta al polso il bracciale. Insomma, conferma tutte le buone qualità di FitBit Flex e Charge con in più, rispetto a Charge, la registrazione del battito cardiaco.

FitBit Monitoraggio cuore

In bella vista il sensore a doppio led per il rilevamento del battito cardiaco su FitBit Charge HR

 

In questo caso siamo su una tipologia di device di confine, non si tratta di un semplice wristband, ma non è ancora uno smartwatch perché Fitbit Charge HR è dotato di un display minimalista, con solo una linea di informazioni e di un unico tasto di gestione/accensione, queste caratteristcihe però permettono un’autonomia fino a cinque giorni (con registrazione fino a 7 giorni con i dati di ogni movimento) e la possibilità di funzionare senza problemi tra i -20 e i 45 gradi, in ogni condizione quindi.

Charge HR, a differenza di FitBit Flex non ha parti rimovibili, si presenta con il suo bracciale in due misure (14-16,5 e 16-19,3 cm) largo 2 cm con fibbia in acciaio chirurgico a prova di allergia (mentre invece anche l’azienda ha ammesso rari casi di irritazioni alla pelle con i propri cinturini)e, nella parte centrale, nella zona che appoggia al polso, è evidente il sensore dei battiti cardiaci tramite il polso e il connettore per la ricarica. Se il rilevatore è in funzione lampeggiano in modo veloce due led verdi, quindi all’interno dello spettro visibile e pure a basso consumo  Charge HR li sfrutta perché essi iluminano l’epidermide e rilevano la variazione del volume sanguigno nei capillari che si espandono e si contraggono. Il modo migliore per assicurarsi la corretta misurazione è posizionarlo come indicato nella figura qui sotto.

FitBit Charge HR indossato bene

Infografica del corretto posizionamento di Surge per il rilevamento del battito cardiaco in allenamento. Secondo il produttore valgono le stesse regole anche per Charge HR

Charge HR si può indossare anche sotto l’acqua fino a 1 atm (circa 10 m di profondità). La sincronizzazione dei dati avviene con il proprio smartphone tramite Bluetooth 4.0 e ovviamente in cloud tramite lo smartphone con il proprio account. FitBit offre inoltre dei servizi Premium a pagamento. La portata del dispositivo, in relazione al primo device personale disponibile per la sincronizzazione è di circa sei metri.

In occasione di Fitbit avevamo già avuto modo di parlare di tutti i servizi, collegati e delle app abbinabili per un completo monitoraggio, tra cui noi per esempio scegliamo sempre MyFitness Pal per la registrazione degli alimenti e il bilancio del consumo di calorie.

Con questo device è possibile però andare oltre e, tramite il monitoraggio del polso in tempo reale,  si può fissare un limite massimo dei battiti, una sorta di soglia da controllare, per adattare il proprio allenamento alle condizioni fisiche con tre parametri di visualizzazione per i Grassi Bruciati, l’Attività Aerobica e il Picco. La modalità allenamento, non utilizzabile per esempio in Flex, si avvia tenendo premuto il pulsante laterale fino a che non compare l’icona di un cronometro e lo si fa partire, le statistiche da questo momento di inizio allenamento in poi visualizzeranno, sempre premendo il pulsante in sequenza il tempo trascorso, il battito cardiaco e il margine, le calorie bruciate, i passi compiuti, la distanza i piani saliti. Al termine dell’attività specifica tenendo premuto di nuovo il pulsante si disattiva la modalità e le statistiche scorreranno sul display oltre a essere poi visibili sul pannello del proprio smartphone.

Chi vuole di più deve aspettare FitBit Surge che aggiunge ricevitore Gps per un rilievo preciso delle distanze percorse – è questo il vero punto debole di tutte le altre soluzioni Fitbit – Surge inoltre guadagnerà accelerometro e giroscopio su 3 assi, sensore di luce ambientale, altimetro e bussola digitale. FitBit lo definisce un vero ‘superwatch’.

La nostra esperienza d’uso con Flex e Charge HR ci spinge proprio a valutare Surge come soluzione ideale, ma è vero che il modello più completo della proposta FitBit inizia a ingombrare anche come un orologio, con la larghezza di circa 2,5 cm ma in verità un ingombro di oltre 3 cm e un prezzo decisamente più elevato.

 

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