Asus Strix 7.1 alla prova dei fatti. Il gufo ci sente davvero bene

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"Strix, strigis", sarebbe 'lo strige', davvero un uccellaccio un po' del malaugurio, notturno, assetato di sangue, ma siccome in greco questo nome significa 'gufo' che come si sa 'stride', e poiché  l'aspetto di queste cuffie Asus Strix 7.1 non lascia molti dubbi -  con la parte esterna che poggia sulle orecchie che si illumina e rappresenta proprio gli occhi del gufo -  anche a noi piace pensare che questa sia l'etimologia più corretta e così è.

Una cosa è più che certa: queste cuffie veramente ‘speciali’- annunciate a novembre del 2014 e presentate al CES 2015,  evidente evoluzione della proposta Asus Strix DSP – non stridono affatto e assicurano un’esperienza di isolamento e di coinvolgimento mica male. Infatti il vendor ha scelto questo nome per far riferimento proprio a un udito raffinato e a vista acuta, nonché alla qualità dei gufi che, come i bravi giocatori, si adattano in tempo reale ai mutamenti di situazione.

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Certo Asus Strix 7.1 non sono proprio né leggerissime, né poco ingombranti, non sono regolabili ma il secondo archetto è morbidissimo e flessibile, e tutti si troveranno a proprio agio. Strix 7.1 offrono un’esperienza perfetta in qualsiasi contesto di utilizzo.  Questo grazie ai 10 driver separati, magnetici in neodimio e alla stazione base da tenere sulla scrivania per avere sottomano i controlli del caso.

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Asus Strix 7.1 e Control Box

Le cuffie si collegano alla base tramite una presa Hdmi, e sulla base si trovano un’altra presa Hdmi per il collegamento al sistema di altoparlanti, fino a quattro diffusori: frontale, posteriore, laterale, centrale/subwoofer, infine il collegamento tra le cuffie e il pc avviene via USB (doppia presa per eventuale alimentazione supplementare). Prima nota: mentre scriviamo e ascoltiamo normale musica, a volume nemmeno elevato, è del tutto scomparso il rumore della nostra tastiera completamente meccanica. Un incanto. Si deve attribuire il merito al sistema ENC in grado di eliminare più del 90percento dei rumori ambientali.

A questo punto bisogna prendere confidenza con il Control Box, la stazione base. Se non si impara a utilizzarla, non ha senso avere speso i propri soldi per Strix 7.1. Sì perché questa ‘stazione’ funziona anche come scheda audio USB per eliminare i suoni ambientali, appunto…

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Asus Strix 7.1 Control Box

Il sistema di controllo prevede un Mode Selector per selezionare i vari canali, ma attenzione, a seconda poi del canale selezionato, la rotazione del tasto superiore servirà generalmente alla regolazione dei volumi e la sua pressione ad attivare o disattivare il canale su cui ci si è posizionati con Mode Selector, per una regolazione di fino.

Quando però ci si posiziona su Spectrum si può selezionare un preset a seconda del tipo di gioco. Sono disponibili quattro profili della gamma sonora per i giochi, denominati rispettivamente modalità FPS (First-Person Shooter) Gunfire, modalità FPS Footsteps (evidenzia i passi negli sparatutto), modalità Action RPG e modalità Racing. I profili sono selezionabili istantaneamente dalla stazione audio USB e permettono di ottenere la migliore esperienza audio in base alla tipologia di gioco.

Sono poi disponibili quattro tasti: il primo serve per il passaggio dalla modalità 7.1 canali alla modalità stereo, è utile anche per capire se si sono lasciati attivi tutti i canali, perché nel caso in cui qualcuno di questi sia stato disattivato in modalità Stereo si sentirà tutto a volume pieno, segno che qualche canale è stato chiuso nella modalità 7.1. Il secondo tasto attiva o meno l’amplificazione per le cuffie, il terzo serve per disattivare il microfono, e l’ultimo seleziona l’uscita tra altoparlanti e cuffie. Strano che non si sia pensato a lasciare attive entrambe le uscite.

Prima di passare ad alcune note tecniche ci siamo dimenticati di dirvi una cosa divertente: gli occhi del gufo possono rimanere sempre aperti o lampeggiare. E anche questo si controlla tramite il Box.

Come si sa risposta in frequenza, sensibilità, linearità in frequenza e impendenza sono fattori chiave di valutazione se si parla di qualità audio.

Queste Strix 7.1 hanno una frequenza in risposta 20Hz-20kHz, sono tagliati i suoni in frequenza molto alta, e se come si sa l’udibilità teorica varia da 18 a 22000 Hz è un po’ un peccato questo sacrificio, specialmente per quelli più giovani di me che magari sentono molto bene ancora proprio le frequenze più alte. Non un grande limite per gli utenti in età media.

Per quanto riguarda l’impendenza riportiamo il semplice dato di targa di 32 ohms, che come si sa da solo non indica alcun limite o pregio nella qualità di ascolto. Invece il vendor riporta come dato di sensibilità per queste cuffie -40+-3dB, non è un valore che può stupire positivamente, ma allo stesso tempo non sono queste cuffie che vogliono presentarsi con qualità sopraffine per chi vive di musica classica.

Il prezzo? Esagerato. Queste cuffie Asus Strix 7.1 complete ovviamente di Control Box costano sul Web la bellezza di oltre 250 euro, e si trovano anche intorno ai 300 euro, bisogna proprio essere malati di gioco, ma in questo caso… Per Natale? Pasqua è andata!

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