Francia: approvata la sorveglianza del traffico Internet

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Al centro progetto di legge sulla sorveglianza che ha fatto molto parlare di sé in Francia nei giorni scorsi, c'è la famosa Black Box. Installata presso le infrastrutture dei provider, i fornitori di hosting e i principali operatori della rete, dovrebbe servire alle autorità per sorvegliare il traffico.

La loro installazione è appena stata approvata dal parlamento francese. L’emiciclo è stato abbastanza veloce: alla presenza di una trentina di deputati, mercoledì scorso è stato approvato (25 voti a favore, 5 contro).

Il contenuto delle comunicazioni non sarebbe così sorvegliato ma sotto la lente governativa andrebbe solo l’analisi dei metadati: origine e destinario, indirizzo IP dei siti visitati, ecc -.

Diversi esperti e politici hanno sollevato critiche: «La black box è la scatola di Pandora di questo progetto di legge» ha dichiarato Aurélie Filippetti. « Ci dicono che i dati sotto osservazione saranno solo i metadati. Ma questi contengono moltissime di per sé moltisime informazioni sulla vita privata dei cittadini. (…) Ed è un paradosso dire che questi dati saranno anomini finché non serviranno a identificare dei terroristi«.

Alcuni deputati hanno sottolineato le conseguenze economiche nefaste di questi dispositivi.

Per tentare di contrastare questo progetto è stato proposto un emendamento che permetta agli operatori di hosting di separare i contenuti dai metadati. Ma a molti la misura non sembra sufficiente.

Non sono ancora chiari i dettagli di applicazione di questo tipo di tecnologia (su quale tipo di metadati utilizzarla ecc.).

Il dibattito rimane aperto.

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