FitBit Surge è superwatch cool, pieno di ‘già e non ancora’

FitBit Surge

Surge rappresenta la proposta top in casa Fitbit. Abbiamo iniziato a conoscere i prodotti di FitBit dal wristband Flex, sobrio, con poche essenziali funzioni, efficace ed economico, poi è arrivato Charge e ora è il momento di  Surge, che già ambisce a 'fare' lo smartwatch, anche nel prezzo ben superiore ai duecento euro. Il produttore lo definisce un 'super watch', ci ritroviamo in pratica allo stesso punto di quando tra cellulari e smartphone tenevano banco i 'feature' phone, quindi con applicazioni interessanti e utili ma embedded con il firmware, senza possibilità di installare app.

FitBit Surge, il primo dispositivo Fitbit con ricevitore GPS e controllo della musica via Bluetooth

FitBit Surge, il primo dispositivo Fitbit con ricevitore GPS e controllo della musica via Bluetooth

Surge prima di tutto si presenta con alcune caratteristiche di rilievo: è finalmente dotato di ricevitore Gps, che offre una precisione maggiore – riguardo la misurazione delle distanze – rispetto ai precedenti modelli, soprattutto quando si usano le funzioni allenamento e corsa. Surge inoltre è dotato di magnetometro, accelerometro e giroscopio su tre assi, del rilevatore del battito cardiaco tramite monitoraggio ottico, del sensore di luce ambientale, di altimetro (serve per rilevare per esempio i movimenti sulle scale, non per dirvi a che altezza vi trovate in montagna) e di un motore per la vibrazione. Con questo FitBit Surge è possibile ricevere notifiche di SMS (e leggere il testo degli stessi), segnalazioni di telefonate e controllare la musica (via/stop e passaggio a brano successivo) via Bluetooth (Bluetooth Classic).

FitBit_Surge 2015-05-11 alle 22.55.05

Aumentano le funzionalità e la complessità (relativa) in Surge, aumentano anche le dimensioni: 20,88×24,36 mm sono le misure del display. Nel punto più spesso si supera ampiamente il centimetro, il cinturino non è intercambiabile. La parte che poggia sulla parte superiore del vostro avambraccio e che ospita il chip del sensore del battito cardiaco, è leggermente in rilievo. Il bracciale è disponibile in due misure, ma ci teniamo subito a dire che FitBit ha risparmiato un po’ di gomma, perché è un attimo, per chi ha una buona circonferenza di polso, e le ossa grosse ricorrere alle ultime tacche di fissaggio, ed è importante lasciare spazio tra polso e sensore. Di sicuro mentre con Flex potevate ancora far convivere wristband con il vostro orologio di marca, ora non è più possibile. Potrete però indossare Surge anche sul polso dominante, a patto di segnalarlo all’applicazione, sul portale. Importante: l’efficienza complessiva del device dipende molto dalla possibilità di mantenerlo sufficientemente pulito.

FitBit_Surge 2015-05-11 alle 22.55.20Prendiamo atto che con l’aumentare delle funzionalità debbano aumentare anche le precauzioni: il produttore consiglia di togliere il super watch ogni tanto, di pulirlo, di asciugarlo dopo che si è bagnato di sudore in allenamento (sono stati registrati rarissimi casi di rash cutaneo). Fitbit propone Surge testato fino a 5 ATM ma allo stesso tempo puntualizza che non è possibile usarlo nelle sessioni di nuoto; in teoria sarebbe bene anche toglierlo durante la doccia – proprio per evitare il deposito di sostanze varie -, e anche noi non lo abbiamo fatto, tanto più perché le misurazioni sono ben precise se il bracciale è asciutto.

FitBit_Surge  il sensore di rilevamento dei battiti

FitBit_Surge il sensore di rilevamento dei battiti

Lo diciamo subito, FitBit Surge da un lato si fa amare, dall’altro è un esempio chiaro di cosa manchi ancora a questi prodotti: più sono sofisticati, più pagano pegno a un utilizzo ‘rugged’. Noi pensiamo sempre di più che solo l’incontro tra il mondo dei ‘veri orologi’ e quello di chi ha le competenze software per sviluppare prodotti come questi, darà prima o poi vita a un form factor davvero vincente e convincente. Non diciamo che sia facile, ma certamente Surge deve evolvere molto per conquistare anche il pubblico di chi ama gli orologi, soprattutto deve mostrare a questo punto della propria evoluzione, caratteristiche più ‘rugged’. Soprattutto per conquistare il pubblico sportivo anche in ambiti di utilizzo un po’ ‘estremi’.

Quali invece i punti di forza? Per esempio Pure Pulse per misurare i battiti cardiaci si è rivelato affidabile e distingue tra Picco, margine Brucia grassi e Attività Aerobica, da migliorare invece le rilevazioni del Gps, che misura come spazio percorso anche la fase in cui il segnale Gps si assesta. Ci si può divertire, e anche molto, nei rilevamenti delle proprie performance, anche di quelle ciclistiche. Surge registra fino a 7 giorni di qualsiasi attività tra corsa (anche sul giro), bici e allenamenti come camminate, escursioni, pesi ma anche Yoga e ‘spinning’ (tennis, golf, arti marziali, ma per un massimo di 7 importabili contemporaneamente), alcune sfrutteranno il Gps (che però registra al massimo 35 ore di movimenti) e altre no.  Sarà molto inferiore rispetto ai classici wristband, invece, l’autonomia, anche se in questo caso il produttore segnala fino a 7gg grazie alla tecnologia della batteria ai polimeri di litio. Tenete conto che è possibile impostare il sensore di luminosità in modo da risparmiare sulla retroilluminazione e utilizzare il metodo a contrasto.

Sono confermate ancora le funzionalità come la registrazione degli alimenti, la sveglia a vibrazione, la possibilità di convidere le proprie statistiche con i conoscenti, la registrazione del sonno, senza dover impostare nulla, ma scegliendo tra due modalità Normale e Sensibile. Crescono anche i servizi in cloud di Fitbit che vanta tra i migliori software in assoluto in questo comparto grazie alla ‘triangolazione’ tra device da polso, cloud, e dispositivo che ospita il pannello con i dati e le impostazioni e permette ulteriori personalizzazioni. Abbiamo notato qualche imprecisione in fase di rilevamento Bluetooth quando si sceglie il device smartphone o tablet con cui sincronizzare Surge. Ricordiamo all’utente che Bluetooth Classic in fase di impostazione NON riguarda la sincronizzazione dei dati con le app, ma serve solo per il controllo della musica.

Nel complesso siamo convinti che proprio con questo modello si sia innalzata ulteriormente la validità dei device di monitoraggio delle attività di fitness (si pensi anche solo alla possibilità di visualizzare sulla mappa il percorso di allenamento effettuato), ma proprio per questo ci si accorga ancora di più di trovarsi in una ‘terra di mezzo’ in un già e un non ancora. Se siete appassionati, non potrete rinunciare a Surge, ma siamo anche convinti che tra un anno il comparto sarà ancora più maturo. Noi aspettiamo davvero un dispositivo così, che sia molto più rugged, e che abbia lo stesso ‘valore’ di un ottimo orologio. E per questo c’è da aspettare ancora, al momento – si pensi anche solo ai materiali di protezione del display – siamo ancora nell’ambito di un buon device, ma non in grado di sfidare il tempo. Il rischio è trovarsi ogni due tre anni a investire due-trecento euro per un orologio, che va ricaricato una volta alla settimana! Non pensate che forse stiamo esagerando? … C’è chi pensa ancora che sia meglio spendere mille euro ogni 10 anni senza ricaricare mai, per un orologio in titanio e il mercato deve saper accontentare entrambi.

Per le specifiche complete rimandiamo al sito del vendor FitBit

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