Sergey Brin e Larry Page vincono il primo Seoul Test of Time Award

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È andato ai fondatori di Google, Sergey Brin e Larry Page, il premio della prima edizione del Seoul Test of Time Award per quello che è stato considerato uno dei lavori più influenti mai pubblicati nel campo della computer science: il paper «The Anatomy of a Large-Scale Hypertextual Web Search Engine» presentato dai due nel 1998 alla World Wide Web Conference di Brisbane e che fece conoscere Google al mondo.

Il premio è stato annunciato oggi, durante la 24esima edizione della International World Wide Web Conference che si chiude proprio oggi a Firenze. A ritirare il premio per conto di Brin e Page c’era Andrei Broder, distinguished scientist di Google, mentre i due fondatori del colosso di Mountain View hanno inviato ai delegati un videomessaggio di ringraziamento.
«Non ricordo nessun altro lavoro scientifico che abbia avuto un simile impatto sulla società – ha dichiarato la professoressa Wendy Hall, presidente del comitato esecutivo della WWW Conference -. Da qualsiasi angolo lo si guardi, quel paper non poteva che essere il chiaro vincitore della prima edizione di questo premio. Google ha cambiato tutto e, la prima volta in cui se n’è sentito parlare, è stato a una World Wide Web Conference».

Nato nel 1989 per mano di Tim Berners-Lee al Cern di Ginevra, il web ha visto la prima conferenza WWW nel 1994 grazie a Robert Cailliau. Da allora, è diventata un appuntamento annuale che si tiene a rotazione in Europa, in Asia e in America, con ben più di mille delegati che partecipano ogni anno. È in questa sede che si svolge il primario forum di discussione e dibattito sull’evoluzione del Web, la standardizzazione delle sue tecnologie e il loro impatto sulla società e sulla cultura. Il nuovo premio Seoul Test of Time Award, invece, è stato reso possibile grazie al contributo del team di scienziati che avevano organizzato a Seoul la conferenza dell’anno scorso. «Il premio sarà assegnato ogni anno agli autori di un paper presentato durante le conferenze del passato e che, come il titolo suggerisce, ha retto alla prova del tempo», ha commentato la professoressa Hall.

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