G. R.R. MARTIN COMMENTA LE SCENE CONTROVERSE DI GAME OF THRONES

game of thrones

Ormai è noto: gli ingredienti salienti di Game of Thrones, sono guerra, violenza... e sesso. Di recente, alcune scene di stupro mostrate negli ultimi episodi hanno atto molto discutere. Attenzione: SPOILER!

La narrazione sta diventando sempre più serrata, la quinta stagione è ormai a buon punto, e alcuni episodi sono stati decisamente eclatanti. E’ il caso del numero 6, intitolato « Unbent, Unbowed, Unbroken ».

ATTENZIONE!

SPOILER!
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Siete ancora lì? Bene! Allora possiamo riprendere a parlare dell’episodio 6 della quinta serie in cui Sansa Stark subisce uno stupro da parte del neosposo Ramsey Bolton, sotto gli occhi impotenti dell’amico di infanzia Theon Greyjoy.

La scena ha suscitato molte critiche e perplessità, anche perché non presente nel libro. (Per la verità, nei libri accade qualcosa di abbastanza simile ma non ai danni di Sansa, ma di un altro personaggio femminile non presente nella serie TV).

George R. R. Martin ha fatto una dichiarazione a proposito di questo episodio, sostenendo che i creatori della serie TV, David Benioff e Dan Weiss «hanno fatto del loro meglio per realizzare la migliore serie televisiva possibile«. Commentando le differenze tra il libro e la serie, George Martin ha poi commentato: «C’è una certa dose di libertà in tutte le serie TV che si ispirano ad un’opera già esistente».

Ma, per l’autore, la violenza sessuale fa parte dei romanzi della sua saga per la semplice ragione che l’opera è “fortemente ancorata nella storia e mostra ciò che era realmente la società medioevale».

«I libri riflettono una società patriarcale basata sul Medio Evo», lontana anni luce, quindi, da un mondo fatato fatto di principi, principesse e cavalieri dall’armatura scintillante.

Lo stupro, spiega Martin, è parte integrante di uno scenario di guerra: «Lo stupro, sfortunatamente, è sempre presente anche nelle guerre odierne. Non fa onore alla razza umana, ma non sono del tutto sicuro che dovremmo comportarci come se questo dato non esistesse.[…] Io voglio rappresentare una vera lotta. E il dramma scaturisce spesso dal conflitto. Se non potete accettarlo, allora forse dovreste dirigervi verso letture piuttosto noiose».

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