La casa bianca rifiuta la grazia a Snowden

Snowden

A quanto pare la Casa Bianca non è ancora pronta a voltare pagina e a concedere la grazia a Edward Snowden.

Le rivelazioni fatte dall’ex collaboratore dell’NSA bruciano ancora oltre Atlantico.

Edward Snowden è accusato di spionaggio, ma una petizione, che fin qui ha raccolto ben 167 000 firme ha chiesto alla Casa Bianca di perdonare le sue azioni. La risposta dell’amministrazione Obama non si è fatta attendere:

«Invece di affrontare queste rivelazioni in modo costruttivo, la pericolosa decisione del signor Snowden di rubare e svelare informazioni classificate ha avuto gravi conseguenze sulla sicurezza del nostro paese e sulle persone che tutti i giorni lavorano per proteggerlo.
[…]

Se davvero ritiene che le sue azioni rientrino nella disobbedienza civile, dovrebbe fare ciò che fanno tutti coloro che hanno problemi con il proprio governo: sfidarlo, parlare, avviare un atto di protesta costruttiva, e – ancora più importante – accettare le conseguenze delle proprie azioni. Dovrebbe rientrare negli Stati Uniti e essere giudicato dai propri pari – e non nascondersi dietro la copertura di un regime autoritario -. Dove, invece, è fuggito per evitare le conseguenze delle proprie azioni».

Ma anche se Snowden decidesse di rientrare negli Stati Uniti non potrebbe ricevere un processo giusto a causa dello Espionage Act. Un atto legislativo del 1917 che non fa distizione tra la diffusione di informazioni alla stampa per interesse pubblico e la vendita di segreti militari ad un nemico straniero, come spiega il suo accovato, Ben Wizner.

Per il momento, Edward Snowden non ha commentato la risposta del governo.

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