La Cina spegne i telefoni che usano WhatsApp (e non solo)

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Non è un segreto che quando si tratta di controllare quello che esce dalla Cina, il governo usa la mano pesante tramite i suoi censori e le sue regole. L'ultima novità riguarda la creazione di uno smartphone sicuro costruito interamente con componenti e software realizzati in Cina per evitare il rischio di backdoor dal mondo occidentale.

Ora, secondo una notizia pubblicata dal New York Times, sembra che il governo di Pechino abbia deciso di agire sui telefoni che usano app di messagistica istantanea straniere. I primi interventi sarebbero avvenuti nella regione di Xinjiang dove gli utenti che hanno tentato di usare WhatsApp hanno visto apparire sul telefono il messaggio: “A causa di un provvedimento di polizia, spegneremo il tuo telefono entro due ore secondo la legge. Se hai delle domande, consulta la cyberpolizia (che sarà l’equivalente della nostra polizia postale, ndr) preso la stazione di polizia più vicina prima possibile”.
Se pensate che una VPN permetta di aggirare il problema, lasciate perdere perché sembra che il governo abbia iniziato a spegnere anche le VPN o più specificatamente quelle che non sono registrate con identificativi ufficiali. Non è chiaro quanto ampia sia l’operazione, ma non è la prima volta.
Lo scorso anno durante le proteste di Hong Kong, la Cina ha bloccato app come Instagram per evitare che i cittadini cinesi potessero vedere le immagini della manifestazione. Alcune indiscrezioni parlavano anche del fatto che per via delle regole cinesi, il rilancio del Play Store di Google nel paese potrebbe richiederne una versione diversa dall’attuale.

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