La Cina obbliga le aziende dell’IT a consegnare le chiavi di decriptazione

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Quando si tratta di seguire certe leggi, i rapporti tra le grandi aziende dell'IT e alcuni paesi del mondo diventano complicati perché ciò che è legale in uno stato non lo è in un altro e viceversa. Mentre le aziende tech sembra che stiano riuscendo a opporsi al governo statunitense per la richiesta di cedere i dati criptati o di fornire la chiave alle autorità, in Cina le cose sono del tutto differenti.

Secondo una legge recentemente approvata dal governo cinese, le aziende dell’IT sono obbligate a consegnare le chiavi di criptazione dei propri prodotti quando il governo le richiede. La legge è stata presentata come parte della lotta al terrorismo che la Cina intende mettere in atto, ma in molti pensano che si tratta solo di un altro modo con cui il governo vuole controllare gli oppositori politici e i militanti, come ha già fatto in passato con altri metodi.

Tuttavia, il parlamentare relatore della legge, Li Shouwei, ha dichiarato: “Questa regola si conforma all’attuale necessità di combattere il terrorismo ed è sostanzialmente la stessa adottata da altri grandi paesi nel mondo”. E ad una prima occhiata, in linea di massima, è vero che la legge è in linea con quelle adottate da altri governi in giro per il mondo.

Di recente anche nel Regno Unito è stata approvata una norma che garantisce al governo più sorveglianza sui cittadini e include la possibilità di hackerare legalmente computer per accedere a informazioni, oltre che di vedere quali siti ogni singolo utente ha visitato. Non è chiaro come Apple e Google e altre aziende dell’IT reagiranno alla nuova legislazione ciense, ma immaginiamo che non si faranno intimorire più di tanto.

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