Un hacker turco è stato condannato a 334 anni di carcere

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Abbiamo sentito parecchie volte storie di hacker colti a commettere reati per poi essere spediti in prigione o, come nei film, graziati per essere successivamente assunti da imprese che hanno scelto di utilizzare le loro capacità per contribuire alla sicurezza dei sistemi informatici. Tuttavia, in Turchia, un hacker è stato appena condannato a 334 anni di carcere.

Sì, avete letto bene, non si tratta di un errore di battitura. L’hacker 26 enne Onur Kopcak è stato condannato a 199 anni di carcere per la creazione di un schema di phishing che consisteva nella creazione di falsi siti web che rappresentavano istituti di credito per rubare i dati bancari dei clienti. La sentenza era stata pronunciata dopo 43 reclami da parte dei clienti che si erano visti frodati ma, dopo l’aggiunta di altri 11 reclami, la sentenza è stata estesa ad un totale di 334 anni.

Ma l’hacker presenterà ricorso? Si potrebbe pensare che l’abbia già fatto, giusto?! A quanto pare invece, Kopcak non ha alcuna intenzione di andare in appello. Nel corso di un’intervista per Today’s Zaman il pirata informatico ha infatti dichiarato: “Non capisco cosa ci guadagnino nell’emettere sentenza di pena di lunghezza astronomica. Non ho meritato la condanna, ma non andrò in appello perché credo che non otterrei nessun tipo di guadagno,in base alle leggi in vigore.

Come sottolinea Tech Insider, nel 2010 l’hacker statunitense Alberto Gonzales è stato condannato a soli 20 anni per aver commesso quello che in molti hanno definito come “il più grande furto di numeri di carte di pagamento nella storia“. 334 Anni non saranno dunque eccessivi?

 

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