Gli scienziati chiedono ai cittadini di utilizzare i droni per mappare El Niño

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In passato abbiamo osservato come i droni possono risultare un elemento di disturbo, in quanto più volte  hanno impedito ai servizi di emergenza di raggiungere il loro obiettivo. Tuttavia tutti i proprietari di droni (negli Stati Uniti) hanno ora la possibilità di riscattarsi utilizzando i propri dispositivi per il bene comune, grazie all'iniziativa lanciata dal The Nature Conservatory.

Gli scienziati stanno infatti chiedendo ai proprietari di droni di aiutarli scattando foto e riprendendo video delle inondazioni e delle erosioni costiere causate da El Niño. Il progetto di crowdsourcing dovrebbe consentire una migliore mappatura dell’evento, consentendo agli scienziati di realizzare previsioni più accurate per quanto riguarda il livello dei mari.

Secondo Matt Merrifield, Chief Technology Officer dell’organizzazione, “l’utilizzo di modelli creati a tavolino non è del tutto sbagliato, ma pecca della mancanza di prove empiriche. L’utilizzo dei droni costituisce una specie di ‘verifica sul campo’ dei modelli dei quali siamo in possesso“. Il pensiero di Merrifield è stato ripreso da William Patzert, climatologo del Jet Propulsion Laboratory di Nasa.

Patzert ha dichiarato: “Con l’arrivo della grande tempesta invernale El Niño, si documenta la perdita di molta parte delle spiagge. In un certo senso, è come realizzare un documentario sul futuro. Vi mostrerò come l’aspetto delle vostre spiagge tra 100 anni.” Al momento gli organizzatori non stanno assegnando ai partecipanti missioni specifiche, ma questa eventualità potrebbe presentarsi nel corso delle prossime settimane.

 

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