Apple vs il Governo degli Stati Uniti: a San Francisco si manifesta per difendere la privacy

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Vi ricordate la sentenza che obbligava Apple a sbloccare un iPhone per renderne possibile la lettura da parte dell'FBI?! Una semplice richiesta si è trasformata in un enorme dibattito sulla privacy e sulla quantità di informazioni personali alle quali il governo dovrebbe avere accesso. Ricordiamolo a tutti, la questione è nata dal fatto che Apple si è fermamente opposta alla richiesta da parte del governo degli Stati Uniti di sbloccare l'iPhone di uno dei due killer di San Bernardino.

La decisione del colosso tecnologico, seppur tremendamente impopolare presso le forze dell’ordine, ha visto un enorme sostegno da parte dell’opinione pubblica e, persino alcuni competitor dell’azienda come Google, hanno appoggiato il vendor nella decisione di non creare un ingresso backdoor ai propri dispositivi utilizzabile dalle autorità in qualsiasi momento.

La questione ha convinto alcune persone a riunirsi fuori dall’Apple Store di San Francisco per mostrare solidarietà a Cupertino. Il gruppo per la difesa dei diritti su internet, Fight for the Future, ha organizzato una manifestazione davanti al negozio, durante la quale le persone coinvolte hanno brandito un iPhone con un adesivo della Electronic Frontier Foundation sul quale di leggeva chiaramente “Non accontento all’ispezione di questo dispositivo“.

Secondo il co-fondatore di FFTF Holmes Wilson, che è stato intervistato da AppleInsider, “Seppur sia iniziata come una questione legata alla privacy, questa situazione ha portato a galla delle importanti problematiche relative al futuro della sicurezza online. Le forze dell’ordine dispongono di molti altri strumenti per ottenere questo tipo di informazioni, ci troviamo nell’epoca d’oro dell’accesso dati da parte del governo.

Naturalmente vi è anche una controparte che sostiene che si stia facendo troppo rumore per una questione tutto sommato poco rilevante, ma voi che ne pensate? Gli ultimi episodi legati al terrorismo, ed il conseguente aumento dei controlli, possono giustificare l’invasione della privacy?

 

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