FAA: l’abbattimento di un drone è un crimine federale

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L'anno scorso venne diffusa una notizia relativa ad un uomo che aveva abbattuto un drone che sorvolava il suo cortile. A seguito del fatto un giudice sentenziò che l'individuo in questione aveva diritto di abbattere un device che sorvolava a bassa quota la sua proprietà, evitando ogni tipo di sanzione per il proprietario della casa. Ad ogni modo, prima di entusiasmarvi troppo relativamente alla notizia, fareste bene a leggere il regolamento della FAA.

Un report di Forbes (autore: John Goglia), ha infatti confermato che per la FAA l’abbattimento di un drone risulta un crimine federale. Il regolamento dell’associazione afferma infatti che “indipendentemente dalla situazione, sparare a qualsiasi aeromobile – compresi i velivoli senza pilota – rappresenta un significativo pericolo per la sicurezza. Un aeromobile senza pilota colpito con un’arma da fuoco potrebbe infatti bloccarsi, causando danni a persone o cose a terra, o colpendo altri oggetti in aria.

Ciò significa che, a meno che la FAA non cambi la legge in questione, abbattere un drone (negli Stati Unti) potrebbe causarvi una pena di fino a 20 anni di carcere. Ad ogni modo la questione sta sollevando parecchie domande relative a come le persone potranno difendere la loro privacy in caso di “invasione” da parte di un drone troppo curioso.

E per quanto riguarda le alternative all’abbattimento?! Sono anch’esse da considerarsi come un crimine? Prendiamo ad esempio il caso del Giappone, nel quale uno delle alternative all’abbattimento risulta il lancio di una rete per portare il drone verso il basso. Invece, nei Pesi Bassi, la polizia ricorre a tattiche più creative, come l’uso di formazioni di aquile per abbattere i droni.

 

 

 

 

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