Warner Music guadagna più dallo streaming che da qualsiasi altra fonte

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Una volta, se si voleva ascoltare la musica di un artista, bisognava comprare il disco (al netto della pirateria, ovviamente). Poi è arrivato iTunes che ha esteso la possibilità di comprarla in formato digitale, sia che si volesse l'album intero sia che si preferisse una singola traccia. Alla fine la sostanza cambia poco: si paga una certa cifra per avere una definita quantità di musica.

Questo può comportare spese non indifferenti per gli appassionati di musica ed è comprensibile la ragione per cui in molti optano per la pirateria, ma con la musica in streaming si paga un prezzo fisso al mese per ascoltare tutta la musica che si vuole. Ecco perché non sorprende che, stando a quanto dichiara Warner Music, la musica in streaming fornita a piattaforme come Spotify o Apple Music è diventata la fonte principale di introiti dell’etichetta nel primo trimestre di quest’anno.

Come abbiamo detto, questo non dovrebbe sorprendere perché all’inizio dell’anno un report di Nielsen svelava che la musica in streaming è raddoppiata nel 2015, mentre un altro rapporto di RIAA ha illustrato come lo sstreaming abbia surclassato, in termini di incassi, il download, doppiandolo. Lo streaming, dunque, sta diventando molto velocemente un mezzo più che accettato per il consumo di musica. Voi come la pensate? Preferite lo streaming o siete ancora affezionati al caro vecchio download?

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