Fitbit: smartwatch sotto accusa, misurazioni sbagliate di 20bpm

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Se siete alla ricerca di un wearable che misuri la frequenza cardiaca, in questo momento una fascia toracica come la Polar H7 sembra, almeno per ora, l'opzione migliore. Tuttavia se l'idea di dover indossare tutto il giorno una fascia sotto i vestiti non vi affascina vi sono moltissime società che producono smartwatch in grado di effettuare questo tipo di misurazioni.

Tra queste sembra che Fitbit stia andando incontro a qualche guaio legale in quanto, secondo uno studio condotto dalla società legale Lieff Cabraser, i dati prodotti dai device indossabili della società sono imprecisi di ben 20bpm. Si tratta di una differenza enorme che potrebbe portare numerosi utenti ad allarmarsi in quanto, se una persona con battito a riposo di 80bmp osservasse sul display 100bpm, potrebbe pensare di essere sul punto di avere un attacco di cuore.

Tuttavia si deve notare che questo studio è stato condotto su un piccolo campione di utenti – 43 per l’esattezza – e che i prodotti sono stati testati una sola volta. Il che significa che, per quanto ne sappiamo, le prove successive avrebbero potuto portare a risultati diversi.  La differenza nei dati della frequenza cardiaca è il motivo per cui lo studio legale ha avviato una causa contro la società.

Le motivazioni dietro una tale discrepanza non sono ancora chiare, e ci si chiede se si sarebbero ottenuti gli stessi risultati avviando test su vasta scala. Che si tratti di un vero e proprio errore negli algoritmi degli smartphone Fitbit?! Voi che ne pensate, avete mai riscontrato errori nelle misurazioni effettuate dai vostri dispositivi?

 

 

 

 

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