Ricercatori sviluppano un algoritmo per capire dove avranno luogo i prossimi attentati terroristici

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Come è possibile prevedere dove colpirà il prossimo terrorista? Naturalmente un'alternativa è quella di sguinzagliare degli agenti sotto copertura dediti ad attività di spionaggio o, come segnalato in passato, quella di tenere sotto controllo certi video su YouTube. Ad ogni modo un gruppo di fisici spera di poter utilizzare degli speciali algoritmi per poter prevedere le località dei prossimi attentati terroristici.

Un team guidato da Neil Johnson presso la Miami University ha recentemente pubblicato uno studio basato sulle ricerche della squadra, che ha incluso lo studio di messaggi pro-islamici su Vkontakte, un piattaforma social media russa che potrebbe essere considerata la risposta europea a Facebook. Gli studiosi hanno filtrati i messaggi che menzionavano (in varie lingue) attività quali decapitazioni e bagni di sangue di vario genere.

Sulla base dei dati raccolti i ricercatori sono riusciti a sviluppare un algoritmo che potrebbe (potenzialmente) aiutare a prevedere le località dei prossimi attacchi terroristici. Ora, mentre potrebbe sembrare logico focalizzarsi sui grandi gruppi pro-ISIS, lo studio ha in realtà deciso di focalizzarsi sui gruppi più piccoli in quanto, secondo il New York Times (via Engadget), “riflettono meglio il terreno fertile delle nuove attività terroristiche e, se monitorati adeguatamente, possono suggerire le prossime aree di azione dei gruppi terroristici.

Detto questo, resta da vedere se l’algoritmo in questione è strettamente teorico o potrebbe trovare delle applicazioni pratiche. Secondo JM Berger, uno degli esponenti del Program on Extremism della George Washington University, “si tratta di un approccio potenzialmente utile ma richiederà ancora molti sforzi per essere sviluppato al meglio.”

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