Pokemon GO: museo cambogiano espelle i visitatori colti ad utilizzare il videogame

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C'è un tempo ed un luogo per giocare a Pokemon GO, ragione per la quale un museo cambogiano ha deciso di proibire l'utilizzo del software all'interno dell'edificio. Secondo una news diffusa da Reuters, il  governo locale avrebbe infatti proibito l'utilizzo del videogame all'interno del Museo del genocidio cambogiano.

Parlando a Reuters, il direttore del Tuol Sleng Genocide Museum, Chhay Visoth, ha dichiarato: “Abbiamo dei guardiani in stand-by i quali accompagneranno alla porta i visitatori colti ad utilizzare Pokemon Go. Questo è un luogo di dolore, non un luogo di gioco.” Questa non è la prima volta che determinate location vietano l’utilizzo del videogioco.

In precedenza avevamo sentito parlare di un santuario giapponese che aveva vietato agli allenatori pokemon di accedere ai suoi locali, una decisione del tutto sensata considerato che si tratta di un luogo nel quale le persone si recano per godere di pace e serenità. Sempre in Giappone, al contrario, esiste un altro santuario che non solo permette l’utilizzo del software, ma lo incoraggia. Basti pensare al fatto che la struttura ha messo a disposizione dei caricabatterie, per permettere ai giocatori di non dover interrompere la “caccia”.

 

 

 

 

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