Era solo questione di tempo: partita la prima class action per l’affaire Galaxy Note 7

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È sorprendente che, nonostante tutti gli incidenti e le paure che gli utenti hanno sperimentato per via di Galaxy Note 7 che sono esplosi, finora nessuna causa era stata intentata contro Samsung. Ma era questione di tempo prima che partisse la prima class action che, appunto, è appena stata presentata.

La denuncia contro il colosso sudcoreano sostiene che Samsung abbia frodato e violato la buona fede. Come da copione per questo genere di cause, si chiede un risarcimento dei danni per il presunto comportamento malevolo nei confronti degli utenti, argomentando che gli utenti sono stati costretti a continuare a pagare i loro piani tariffari e abbonamenti anche nelle settimane in cui Samsung ha lanciato il richiamo prima che sostituisse i dispositivi difettosi.
Si legge nella denuncia: “Seguendo il consiglio di Samsung, gli utenti hanno smesso di utilizzare i loro Note 7 solo per scoprire che Samsung non aveva dispositivi sostitutivi disponibili. Invece, Samsung ha informato i clienti che avrebbero dovuto aspettare diversi giorni e anche settimane, in alcuni casi, prima di ricevere uno smartphone sostitutivo”.
“Durante questo periodo, e in conseguenza dell mancata fornitura di un adeguato rimpiazzo, gli utenti hanno continuato a pagare gli abbonamenti mensili relativi al dispositivo e ai piani tariffari dei loro operatori di telefonia mobile per telefoni che non potevano usare in sicurezza” ricorda la denuncia. Ora starà ad un giudice approvare la class action prima che inizi il processo e Samsung deve ancora rispondere alle accuse.

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