Class action contro Samsung anche in Corea del Sud, ancora per il Galaxy Note 7

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Ieri vi abbiamo raccontato della prima class action intentata contro Samsung negli Usa per via delle esplosioni dei Galaxy Note 7. L'unica cosa che ha sorpreso, di tutta questa storia, è che ci sia voluto così tanto tempo prima che partisse la prima denuncia, ma una volta che il tabù è rotto la valanga non si ferma.

E infatti ora pare che anche in Corea del Sud, patria di Samsung, altri clienti si siano organizzati per chiedere i danni all’azienda.
Secondo la denuncia presentata in Corea, i clienti dichiarano di essere stati messi a disagio per aver dovuto recarsi nei negozi più volte per far controllare la batteria e sostituire il telefono. Inoltre, spiegano di essere stati sotto pressione perché non sapevano se fosse sicuro o no continuare ad usare il loro Galaxy Note 7. Chi sta partecipando alla class action, chiede 300.000 won di risarcimento a testa.

La denuncia dovrebbe essere presentata il prossimo 24 ottobre e si tratta di lamentele diverse da quelle esposte nella prima denuncia, quella statunitense, in cui gli utenti si lamentavano sostanzialmente del modo in cui Samsung aveva gestito l’intera questione e del fatto che erano rimasti senza unità sostitutive e in attesa. Durante questa attesa, tra l’altro, nonostante fossero senza un telefono a disposizione, i clienti erano stati costretti a continuare a pagare il proprio abbonamento o le rate del Note 7.
Naturalmente, è difficile prevedere come si concluderanno queste cause, ma considerato quanto è costato a Samsung già tutto il richiamo, le sostituzioni e la sospensione della produzione, dovere anche risarcire gli utenti sarebbe per l’azienda un’ulteriore batosta economica.

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