Uber: i dipendenti della società spiano politici, celebrità e persino gli ex fidanzati

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Uber raccoglie i dati di decine di milioni di corse prenotate ogni giorno utilizzando il servizio. L'azienda dice che i dati raccolti consentono di fornire una migliore esperienza di viaggio, ma sembra che la società non sia stata effettivamente in grado di controllare ciò che i dipendenti fanno con questi dati. L'ex investigatore forense di Uber Samel Spangerberg ha infatti dichiarato in tribunale che la compagnia non protegge adeguatamente i dati degli utenti quando questi ultimi prenotano una corsa.

Spangenberg ha inoltre testimoniato che la mancanza di sicurezza per quanto riguarda i dati dei clienti della società è dimostrata dal fatto che “i dipendenti sono stati in grado di monitorare i profili di politici di alto livello, celebrità e persino conoscenze personali,” come ex fidanzati ed ex coniugi.

Questa non è la prima volta che i dipendenti di Uber sono accusati di aver spiato gli utenti. Nel 2014 diversi dirigenti dell’azienda hanno ricevuto una multa di 20.000 dollari per aver monitorato i clienti in tempo reale. The Huffington Post riporta che John Flynn,  Chief Information Security Officer di Uber, ha contestato le accuse di Spangerberg con una mail interna che dichiarerebbe che “le informazioni dell’accusa sono obsolete e non riflettono accuratamente lo stato delle pratiche attualmente in uso.

Tuttavia, cinque professionisti in ambito sicurezza che hanno già lavorato ad Uber hanno dichiarato che i dipendenti sono in grado di accedere a questo tipo di dati. Le fonti riferiscono che Uber è basata su un sistema d’onore nel quale i dipendenti si impegnano a non abusare del loro accesso, peccato che non vi sia alcun provvedimento effettivo per controllare che ciò non accada.

 

 

 

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