Un dipendente di Google ha citato in giudizio l’azienda per essere troppo reticente

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Vi sono molti motivi legittimi per spiegare la riservatezza di un'azienda in ambito operativo. Uno dei motivi è senza alcun dubbio quello di mantenere un vantaggio rispetto alla concorrenza. Infatti, se un competitor non sa cosa stai facendo, non può batterti sul tempo o studiare una soluzione alternativa.

Questa è la ragione per cui aziende come Apple, Google e Samsung sottolineano l’importanza di prevenire ed evitare i leak. Tuttavia sembra che i metodi di Google siano un po’ “fuori scala”, o almeno, questo secondo una causa legale scoperta da The Information (via 9to5Google), tramite la quale un dipendente anonimo di Mountain View ha citato in giudizio l’azienda per essere troppo reticente.

L’azione legale si rivolge a “Stop Leaks“, un programma interno alla società tramite il quale i dipendenti segnalano i leak tramite un’estensione di Chrome ad una squadra che si occupa di rintracciare la sorgente delle indiscrezioni. Non sembra tanto male vero?! Peccato che, stando alle dichiarazioni del dipendente anonimo, la procedura viola le leggi sul lavoro e impedisce ai dipendenti di discutere di questioni come le condizioni di lavoro, i salari e le possibili violazioni legali/normative. Google non ha ancora risposto alla querela.

 

 

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