L’opposizione australiana blocca la censura di Internet voluta dal governo


Grazie al cielo, ci sono ancora persone nel mondo che ragionano con la propria testa: il regime di censura del web in atto in Australia è stato rovesciato grazie ad una forte opposizione politica, che ha bloccato ogni ogni legge in tema prima che diventasse effettiva.
La blacklist dell'Autority australiana per la Comunicazione e i Media contiene già 1370 siti, solo 674 dei quali direttamente riconducibili alla pornografia infantile. Gli altri, sono legali per i maggiorenni, ma sono stati bloccati a causa della proposta di censura. Tra questi anche un sito di un'associazione anti-abortista che mostrava fotografie di presunti feti abortiti (Certo, non sono immagini necessarie e sono certamente pesanti da vedere, ma anche gli antiabortisti hanno il diritto di usare quelle disgustose foto come strategia di comunicazione in democrazia, a prescindere  dal fatto che la loro causa sia condivisibile o meno, come gli animalisti usano le immagini degli animali torturati).

In pi√Ļ, non c’era alcuna prova che la censura fosse efficace. Anche se il Ministro per le Comunicazioni Stephen Conory ha intentato cause contro sei ISP, i tre provider maggiori del Paese non erano coinvolti, il che rende qualsiasi esito dei processi praticamente inutile, se non a penalizzare i piccoli ISP.

Quindi, in sostanza, l’opposizione congiunta del Partito Liberale Australiano, dei Verdi e di due senatori indipendenti ha posto l’accento sulle “misure di censura irrealizzabili”, e adesso non saranno pi√Ļ applicate. Per fortuna c’√® ancora qualcuno nel mondo che non crede nella censura.

[Fonte: Gizmodo USA]

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