Big Brother Award 2009: Facebook e Gabriella Carlucci nemici numero uno della privacy


E' tutto pronto per la cerimonia di consegna dei Big Brother Award 2009 (il premio "in negativo" assegnato ogni anno a chi tra aziende pubbliche, enti privati o singoli soggetti si √® reso responsabile di attacchi alla privacy delle persone) che si svolger√† domani alle 11:30 a Firenze durante il convegno sull'e-privacy. I nomi dei vincitori, per√≤, sono stati anticipati dal Progetto Winston Smith che organizza il premio ogni anno. A fare incetta di riconoscimenti quest'anno sono stati Facebook (e non riesce difficile immaginare perch√© e l'On. Gabriella Carlucci. I riconoscimenti assegnati rispondono a sei categorie: Peggior Ente Pubblico, Peggior Azienda Privata, Tecnologia pi√Ļ invasiva, "Bocca a Stivale", "Minaccia da una vita" e "Lamento del popolo" unico premio a non essere assegnato dalla giuria, ma dagli utenti che fanno le nomination tramite il sito del BBA. Unico premio positivo √® "Winston Smith - Eroe della Privacy".
Vediamo nel dettaglio chi si è aggiudicato quale premio e con quale motivazione.
Il premio "Lamento del Popolo" (cio√® il vostro lamento) √® andato a FaceBook che ha vinto con un notevole distacco sul secondo classificato: il social network e l'altro nominato pi√Ļ popolare, da soli, hanno raggiunto pi√Ļ del 50% di tutte le nomination.

E Facebook si aggiudica anche il premio “Tecnologia pi√Ļ invsiva” con 21 voti su 30. Ecco la motivazione: “FaceBook non rappresenta una tecnologia realmente innovativa, utilizzando nella maggior parte dei casi tecnologie standard gi√† disponibili. Quello che lo rende unico √® il particolare mix che, come nella pozione del dott. Jeckyll induce e fa il possibile per amplificare il bisogno compulsivo di riversare i propri dati personali in Rete. Fa questo ben protetta da una policy che, per quanto molto discussa e parzialmente ritrattata in rete, permette qualsiasi tipo di utilizzo di tutti i dati, testuali, immagini relazioni e navigazione che vi vengano riversati. Il successo dell’azienda √® una misura della sua “pericolosit√†” in termini di profilazione e controllo dei suoi utenti. Il fatto di trattare non semplici ricerche o messaggi di posta, come Google, ma direttamente reti di relazioni, cio√® la parte pi√Ļ intima dei dati personali, la rende potenzialmente ben pi√Ļ pericolosa”.

Indovinate a chi √® andato il premio “Peggior azienda privata”? A Facebook, naturalmente, che viene definita “opaca, difficile da contattare, che condivide ben poco delle sue operazioni interne e delle sue strategie presenti e future” e poco attenta alle richieste dei suoi utenti vittime di violazioni dei profili.

Il premio “Minaccia da una vita” √® andato invece all’On. Gabriella Carlucci. Vale la pena leggere la motivazione, a prescindere da come la pensate.
“L’Onorevole Carlucci √® stata in passato promotrice di alcuni DDL che tenevano in ben poca considerazione l’esistenza di onestuomini dotati di doppia cittadinanza, Italiana e della Rete, una Rete invece considerata frequentata in prevalenza da pedoterrosatanisti. Il suggello che le ha meritato questo premio √® probabilmente stato il recente DDL 2195 che in una versione preliminare diffusa in Rete possedeva il suggestivo titolo “Internet territorio della libert√† dei diritti e dei doveri”, ed ha ora quello certo meno appetibile di “Disposizioni per assicurare la tutela della legalit√† nella rete internet e delega al Governo per l’istituzione di un apposito comitato
presso l’Autorit√† per le garanzie nelle comunicazioni”. Il DDL, era stato inizialmente promosso come un rimedio per arginare l’illegalit√† in imperante su Internet e contrastare il fenomeno della pedofilia. Il documento, che non conteneva nessuna traccia del suddetto argomento, √® stato immediatamente analizzato e nei suoi tag appariva redatto da Davide Rossi, presidente di Univideo. La successiva serie di commenti, precisazioni ed esternazioni ha rafforzato in molti la convinzione che la “libert√† ed i diritti” riportati nel titolo siano unicamente quelli dei detentori dei cosiddetti “Diritti di propriet√† intellettuale” ed i “doveri” siano solo quelli dei cittadini italiani e della Rete, da trasformare possibilmente in omogenei e disciplinati consumatori di bit. Del termine “pedo*” nel testo definitivo continua a non esserci
traccia , piuttosto la maggior parte di esso si dilunga nel definire e creare una nuova “…alta autorit√†, presso l’Autorit√† per le garanzie nelle comunicazioni, con compiti funzionali e ispettivi di particolare rilevanza, senza pregiudizio per le attribuzioni delle magistrature penale, civile e amministrativa, e per le funzioni degli esistenti organi e autorit√† di regolazione e di controllo”. Se ne sentiva, in effetti, una profonda mancanza”.

L’ex presentatrice televisiva ora parlamentare, poi, ha conquistato anche il premio “Bocca a Stivale”, raggiungendo un record definito “senza precedenti” se si esclude il caso Facebook.
La motivazione viene rappresentata con un commento giudicato esemplificativo e che si riferisce a un noto fatto di cronaca. “√ą arrivato il momento di combattere ed eliminare l’anonimato su Internet – aveva dichiarato Gabriella Carlucci -. Ancora una volta anonimi delinquenti usano Internet per diffamare, dileggiare, schedare, offendere, denunciare. Questa volta ad essere colpite sono state addirittura le forze dell’ordine, schedate e offese da un blogger anonimo. L’ennesimo inaccettabile caso di uso improprio della rete che dimostra quanto urgente e necessaria sia una normativa che impedisca ai farabutti di usare la rete per finalit√† eversive, coprendosi dietro il paravento dell’anonimato.”
Gli assegnatori del premio commentano le dichiarazioni cos√¨: “Con buona pace degli onesti cittadini italici, che da alcuni secoli (dai tempi di Pasquino) utilizzano il diritto all’anonimato, esercitabile anche imbucando una lettera senza mittente alle Poste, quando ritengano di averne bisogno senza aver indotto crisi nelle forse dell’ordine o collassi istituzionali, e senza che questo abbia impedito di perseguire e punire i farabutti”. Siete d’accordo?

Il “Peggiore ente pubblico” del 2009 √®, invece, il Ministero dell’Interno per avere attuato iniziative per la schedatura dei bambini rom tramite rilevazione coatta delle impronte digitali e per il fatto che, con il famigerato Pacchetto sicurezza ” otterr√† la possibilit√† di censurare siti in modo arbitrario, utilizzando la struttura tecnologica finanziata e realizzata per una pretesa azione di contrasto alla pedopornografia, e potenziando il mai dismesso reato di “apologia del…”, vero utensile tuttofare della censura”.

Infine, l’unico premio positivo, il “Winston Smith – eroe della Privacy” che va all’Electronic Frontier Foundation. “L’associazione Electronic Frontier Foundation opera in difesa della privacy e dei diritti civili in Rete dal 1990 – recita la motivazione -. La sua opera sempre inappuntabile per preveggenza, dedizione, perseveranza e positiva reazione alle avversit√†, ha avuto effetti importanti in tutto il mondo, inclusa l’Italia. Il supporto che ha fornito a Tor √® stato tra le sue azioni pi√Ļ significative, ma la continua attenzione e reazione alle iniziative tese a censurare la rete od alla repressione della libert√† di parola. Tutti i cittadini della Rete, italiani e non, le devono moltissimo.

[Fonte: Progetto Winston Smith]

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