E’ morto a 93 anni Christian Lambertsen, padre dei rebreathers e inventore dell’acronimo s.c.u.b.a


Se avete mai indossato un set di attrezzatura subacquea, dovreste conoscere la storia di Christian Lambertsen, scomparso lo scorso 11 febbraio (anche se la notizia è stata diffusa solo ora).
Lambertsen viene considerato il padre di uno specifico tipo di attrezzatura scuba ed è anche l'inventore dell'acronimo. Perché se qualcuno di voi non lo sapesse, scuba è un acronimo che sta per "Self-contained Underwater Breathing Apparatus", ovvero sistema di respirazione subacqueo autocontenuto, cioè non alimentato dalla superficie.
Grazie soprattutto al suo Lambertsen Underwater Respiratory Unit (Laru, che vedete nello schema qui sopra) Lambertsen è passato alla storia come uno dei pionieri dell'esplorazione subacquea. Il Laru è l'antenato di quelli che oggi si chiamano rebreathers, ovvero apparecchi in grado di riciclare, integrandolo con l'ossigeno mancante, il gas espirato dal subacqueo durante l'immersione, invece di lasciare che si disperda nell'acqua. Per questo vengono chiamati "a circuito chiuso". Nel caso di Lambertsen il gas contenuto nell'apparecchio era ossigeno puro. Più avanti sarà il più famoso Jacques Cousteau con il suo Aqua-Lung (l'attrezzatura cosiddetta "a circuito aperto" ovvero che disperde nell'acqua l'aria espirata dal sub) ad imporsi sulla scena subacquea.
Grazie ai progressi della tecnologia, specialmente in termini di sicurezza, i rebreather si stanno lentamente facendo strada nel mondo della subacquea contemporanea e sono da molti considerati il futuro di questo sport. (c.c.)


(Nella foto qui in alto, a sinistra il Laru di Lambertsen, a destra un subacqueo con un Poseidon MKVI, un rebreather di recentissima concezione)
[Fonte: Gizmodo USA]

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