Ecco come, grazie a Twitter e Google Earth, un reporter statunitense ha scoperto la verità sul bunker nascosto di Gheddafi


Armato di connessione a internet e del suo account Twitter, il reporter di Sky News Mark Stone ha scoperto la verità a proposito dell'attacco aereo della scorsa settimana della Nato in Libia in cui sarebbero morti un certo numero di civili libici.
Dopo l'attacco alla città di Brega, il portavoce del governo libico Moussa Ibrahim ha dichiarato che l'attacco strategico aveva ucciso molti imam ospiti di una pensione. Stone ha notato che questa versione non coincideva con le immagini dei morti che vestivano abiti tradizionali e non religiosi. Una fonte interna della Nato, poi, aveva dichiarato che l'attacco era stato fatto su una struttura di comando e controllo. Dopo aver postato le due versioni contrastanti su Twitter, Stone ha cominciato a ricevere una gran quantità di messaggi.
I suoi follower e altra gente che non aveva mai conosciuto lo hanno aiutato a trovare il punto esatto del bunker nella stessa area in cui c'era stato l'attacco.
Le informazioni sul bunker arrivavano da un'intervista rilasciata dall'ingegnere olandese Freek Landmeter che aveva contribuito alla costruzione di quella struttura negli anni '80. Intanto, Stone riceveva dal governo le coordinate GPS di quella che avrebbe dovuto essere la pensione degli imam. Il reporter ha inserito le informazioni su entrambe le strutture su Google Earth ed ha scoperto con molta sorpresa che il bunker e la pensione erano uno accanto all'altra. Rimanendo comodamente seduto nella sua camera di hotel, Stone ha intrattenuto una conversazione su Skype con il famoso ingegnere olandese ed ha scoperto che la pensione, in realtà, si trovava sopra un enorme bunker per le comunicazioni creato nel 1988 per Gheddafi in caso di attacco. Insomma, la pensione era solo una struttura di copertura. (c.c.)
[Fonte: Gizmodo USA]

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